Nella giornata di mercoledì 14 luglio 2021 si sono conclusi i lavori dei primi Stati Generali dei Sindacati Militari.

I primi Stati Generali ha sancito un evento “storico” nel lungo e faticoso processo di sindacalizzazione del personale militare; evento al quale hanno aderito 18 sigle sindacali militari e che ha visto la partecipazione di costituzionalisti, giuslavoristi, sindacalisti confederali e delle Forze di Polizia, nonché esponenti politici di vari partiti.

Al termine della due giorni i Sindacati Militari partecipanti hanno unanimemente condiviso una linea comune da seguire nei prossimi mesi, allo scopo di far comprendere all’opinione pubblica il valore per il Paese di un reale processo di sindacalizzazione del personale militare ed alla Politica l’importanza di giungere all’approvazione di una legge che conduca ad un concreto e reale riconoscimento dei diritti sindacali e ad una piena agibilità, a tutela del personale militare e dell’intera comunità civile.

Il Segretario Generale Nazionale del SI.NA.G., Pasquale DE VITA, nel suo intervento ha evidenziato le criticità strutturali e giuridiche contenute nel testo del PdL 1893 (cd. CORDA), sottolineando anche e soprattutto gli evidenti profili di palese incostituzionalità che connotano lo stesso testo per palese conflittualità antinomica ai dettati costituzionali.

Il SI.NA.G. sostiene con posizione ferma, condivisa dalle altre 17 sigle partecipanti ai primi Stati Generali, che il PdL non deve essere approvato senza che siano intervenuti gli indifferibili emendamenti necessari, richiesti dai Sindacati Militari, che consentano una reale agibilità per l’esercizio dei diritti sindacali per i militari appartenenti ai comparti Difesa e Sicurezza.

La sindacalizzazione delle forze armate italiane è una realtà culturale che deve essere concretizzata con l’approvazione di una legge adeguata a garantire pari dignità dei lavoratori militari con tutti gli altri lavoratori della Repubblica Italiana.

Dall’esito dei due giorni degli Stati Generali i Sindacati Militari uniti hanno pienamente dimostrato di essere determinati nel continuare a tutelare il personale rappresentato con professionalità e grande senso di responsabilità, nel rispetto della funzionalità delle Amministrazioni di appartenenza e del benessere organizzativo.

In assenza di una fattiva risposta della Politica alle richieste degli Stati Generali le 18 sigle unite hanno dichiarato, sin d’ora, l’apertura di uno stato di agitazione sindacale, il quale durerà fino a quando non ci sarà un reale confronto tra i Sindacati Militari e la Politica per giungere ad una legge che abbia realmente natura sindacale nel rispetto del dettato costituzionale.

Più sicurezza con giusti diritti – #sicurezzaediritti

Roma, 17 Luglio 2021